Le vesti che portiamo addosso

gennaio 7, 2009

Giornata riflessiva, mi sto chiedendo, molto seriamente, quale sia l’atteggiamento che ci dà più credibilità: il cattivone senza scrupoli, il duro ma onesto, lo spacciatore colombiano col cappello bianco che grida “mi casa es tu casa” – sempre che si scriva così – o l’inzerbinito con la faccia da ebete.

Parlando da economista: se la tattica più efficace da adottare nel breve periodo è quella del burbero intollerante in versione “sergente Harman”, nel medio e lungo periodo, con il concludersi delle guerre, quel che ne rimane non è che una misera, infelice e patetica figura che somiglia ad un anziano contadino rincoglionito dall’età più che al sergente in questione.

Un saggio banale e politicizzato direbbe che bisogna essere “se stessi”. Allora stiamo freschi.
Io dico che ognuno deve fare il cazzo che gli pare, basta che non rompa le palle agli altri. Soprattutto basta sapersi adeguare al contesto.

Poco fa ho finito di guardare “Lady vendetta”. Più bello di “Old Boy”, bravo Park Chan-Wook, sei uno tosto. Adesso vorrei avere io a disposizione tutti quelli che mi stanno sui coglioni per gonfiarli di botte in una scuola abbandonata.

Per questo noi in finlandìa abbiamo inventato caramelle finlandesi. Ricola.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.